Ecco l'ennesima zuffa in Rai

Benigni, Saviano… Tante voci, tanti suoni, una pluralità di interventi: è la democrazia, e nulla di meglio è stato inventato. Tutti i partiti possono dire la loro, e se questa è la lottizzazione, evviva! Dio la benedica e la conservi per sempre, nonostante tutto. Un ringraziamento di cuore a Enrico Manca e Biagio Agnes che la teorizzarono: tanti pezzettini al posto del “latifondo” governativo, con la benedizione di Enrico Berlinguer, modernissimo nel trattare anche con il diavolo pur di avere una rete tv, all’alba degli Ottanta.
20 OTT 10
Ultimo aggiornamento: 05:34 | 17 AGO 20
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Benigni, Saviano… Tante voci, tanti suoni, una pluralità di interventi: è la democrazia, e nulla di meglio è stato inventato. Tutti i partiti possono dire la loro, e se questa è la lottizzazione, evviva! Dio la benedica e la conservi per sempre, nonostante tutto. Un ringraziamento di cuore a Enrico Manca e Biagio Agnes che la teorizzarono: tanti pezzettini al posto del “latifondo” governativo, con la benedizione di Enrico Berlinguer, modernissimo nel trattare anche con il diavolo pur di avere una rete tv, all’alba degli Ottanta. Fa sorridere (o piangere) la proposta, ennesima, di mettere in vendita la più grande azienda italiana di spettacolo. Dopo il grande successo delle privatizzazioni già avvenute: wow, non avete notato come sono cambiate le autostrade? E le case Ina-Assitalia, svendute e rivendute venti volte ai furbetti? E il sistema bancario? Tutta una meraviglia, coi dipendenti che cambiano ogni settimana, insieme alle insegne, ma la coda è sempre la stessa…

Reduci dai grandi trionfi in Italia e all’estero, i privatizzatori professionisti hanno messo gli occhietti avidi su viale Mazzini: con la complicità di giornalisti non grandi firme che si sono rifugiati in Parlamento ma che risultano ancora in aspettativa presso gruppi editoriali, si continua a sperare di affidare a un amministratore unico centinaia di programmi e migliaia di persone. Così, magari, di scatola finanziaria in scatola, passando per l’est e facendo un giretto ai Caraibi, ci potremmo trovare un Tg-Gheddafi, ci avete pensato? I maestri dell’economia che hanno comprato banche e derivati pagandoli oro e invece erano poco più che carta igienica, gli stessi che portano i libici nei nostri bancomat, adorano fare lezioni di gestione e di efficienza – nelle meravigliose cornici di grandi alberghi sui laghi – e in tasca hanno un mandato preciso. La conquista di un gioiello.Sì, nonostante tutto, lo è, altrimenti perché tanta voglia di metterci le manine? Non è poi una novità, anzi. E’ una fissazione antica. Ci provarono il Tanzi demitiano, fra i primi a essere respinto – a quest’ora migliaia di famiglie sarebbero per strada – tentarono senza illudersi troppo i Romiti e tanti altri dopo di loro.

Un direttore generale che deve confrontarsi con la pluralità delle opinioni aziendali, con i provvedimenti della magistratura del lavoro, rispondendo del suo operato in Parlamento. Penso che non dovrebbe cambiare la Rai, dovrebbe avvenire proprio il contrario. Le grandi imprese dovrebbero copiare la Rai: evitare di accentrare troppi poteri (e troppi bonus scandalosi, slegati dai conti veri interni: i 40 milioni di buonuscita Unicredit insieme ai 4mila esuberi gridano vendetta al cospetto di Dio) su una sola persona. Come ha scritto Federico Rampini nel suo ultimo saggio, “Occidente estremo” (Mondadori), l’unica ricchezza inestimabile su cui possiamo contare, oggi e finché durerà, è la democrazia.